Il Partito Pirata
Citat
Att poliser blir erbjudna anställningar utanför myndigheten tycker jag är positivt.
Notice: This is a translation of Principles 3.0, adopted in February of 2006. They were recently updated into Principles 3.2. If you wish to translate the few added or changed pieces, please download Principles 3.2 in English in OpenDocument format or PDF format and mail a new complete translation to info@piratpartiet.se.
Il Partito Pirata
Il Partito Pirata fondamentalmente vuole riformare la legge sul copyright, eliminare il sistema dei brevetti ed assicurare che il diritto alla privacy dei cittadini sia rispettato. Con questa agenda e soltanto questa, ci presenteremo alle prossime elezioni nazionali di settembre 2006, per essere eletti rappresentanti nel Parlamento svedese. Non solo pensiamo che questi siano obiettivi utili, crediamo altresì che siano realisticamente realizzabili su una base europea. I sentimenti che hanno portato alla formazione del Partito Pirata in Svezia, sono presenti in tutta Europa e ci sono già iniziative politiche simili in corso in parecchi altri Stati membri. Insieme, potremo dar vita ad un nuovo corso per un'Europa che attualmente si sta dirigendo in una direzione molto pericolosa.
Il Partito Pirata ha soltanto tre argomenti nella sua agenda politica:
La riforma della legge sul copyright
Lo scopo ufficiale del sistema del copyright è stato sempre di trovare un equilibrio fra gli interessi degli editori e quelli dei consumatori, per promuovere la creazione e la diffusione di cultura. Oggi questo equilibrio si è completamente perso, siamo arrivati al punto che le leggi sul copyright limitano severamente la cosa stessa che sono supposte promuovere. Il Partito Pirata desidera ristabilire l'equilibrio nella legislazione sul copyright. L'uso e la copia non-commerciale di opere devono essere completamente libere. Il file sharing e i networks p2p devono essere incoraggiati anzichè criminalizzati. La cultura e la conoscenza sono buone cose, che incrementano di valore all'aumentare della condivisione. Internet potrebbe diventare la più grande biblioteca pubblica mai creata. Il monopolio del possessore del copyright nello sfruttare commercialmente il lavoro creativo, deve essere limitato a cinque anni dalla pubblicazione. Gli odierni termini del copyright sono semplicemente irragionevoli. Nessuno deve continuare a fare soldi settanta anni dopo la morte dell'autore.
Nessun'azienda di produzione video o audio basa le proprie decisioni di investimento sulla imprevedibile probabilità che il prodotto sarà di interesse per qualcuno nei prossimi cento anni. La durata commerciale dei lavori culturali è bruscamente corta nel mondo odierno. Se non si guadagna nei primi due anni, non si guadagna più. Un termine del copyright di cinque anni per uso commerciale è più che abbastanza, mentre l'uso non commerciale dovrebbe essere libero dal primo giorno. Inoltre vogliamo un completo bando alle tecnologie DRM ed alle clausole di contratto che mirano a limitare i diritti legali dei consumatori in questa area. Non si riuscirà a ristabilire l'equilibrio e la ragionevolezza nella legislazione, se allo stesso tempo continuiamo a concedere alle grandi aziende dei media sia la possibilità di scrivere che di far rispettare leggi arbitrarie.
L'abolizione del sistema dei brevetti
I brevetti farmaceutici ogni giorno uccidono la gente nei paesi del terzo mondo. Impediscono di fare ricerca su farmaci che possono salvare vite, forzando gli scienziati a bloccare la pubblicazione delle loro scoperte in attesa del riconoscimento del brevetto su di esse, invece di poterle condividere immediatamente con il resto della comunità scientifica. L'ultimo esempio di quanto affermiamo, è stato il caso del virus dell'infuenza aviaria, in cui neppure la minaccia di una pandemia globale ha fatto recedere le istituzioni di ricerca dall' applicare una moratoria ai brevetti. Il Partito Pirata ha una proposta costruttiva e ragionata per un'alternativa ai brevetti farmaceutici (1). Non solo risolverebbe questi problemi, ma inoltre indirizzerebbe maggiori flussi di denaro sulla ricerca farmaceutica, riducendo al contempo della metà la spesa pubblica in medicinali. Ciò è qualcosa che vorremmo discutere ad un livello europeo. I brevetti in altre zone, variano da quelli moralmente repulsivi (come i brevetti sugli organismi viventi) a quelli seriamente dannosi (come i brevetti su software e su processi di produzione) fino a quelli meramente superflui (come i brevetti nelle industrie manufatturiere mature). Pensiamo che l'Europa ha tutto da guadagnare e niente da perdere abolendo completamente i brevetti. Se cominciamo noi, il resto del mondo ci seguirà.
Il rispetto per il diritto alla privacy
A seguito dell'evento dell'11 Settembre in Usa, in Europa si è permesso, sulla scorta di una reazione di panico generalizzata, un aumento del livello di sorveglianza e di controllo sull'intera popolazione. Noi Europei dovremmo sapere qualcosa di più a cosa questo può portare. Non sono ancora passati venti anni dalla caduta del muro di Berlino e già c'è un'abbondanza, nella storia dell'Europa contemporanea, di esempi orrorifici su cosa significhi la sorveglianza. Le argomentazioni a favore di ogni passo che porta verso uno "Stato di Polizia" possono anche suonare convincenti. Ma noi Europei sappiamo per esperienza dove quella strada conduce e non è un luogo dove vogliamo andare. Dobbiamo tirare il freno di emergenza sul treno che sta andando verso una società che non desideriamo.
I terroristi possono attaccare la società aperta, ma soltanto i governi possono abolirla. Il Partito Pirata desidera impedire che questo accada.
(1) questo è il link al documento del Pirat Partiet svedese sulle alternative ai brevetti farmaceutici (in inglese):
An alternative to pharmaceutical patents
